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La rivoluzione silenziosa della medicina del cancro e dell'AIDS

Scritto da Cybermed Junior
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La rivoluzione silenziosa della medicina del cancro e dell'AIDSAUTORI: Heinrich Kremer
CASA EDITRICE: Macro Edizioni
DATA DÌ PUBBLICAZIONE: Settembre 2003
PAGINE E FORMATO: 512 - 17 – 24
PREZZO: € 48,00
 
COMMENTO
Nuove conoscenze fondamentali sulle vere cause della malattia e della morte confermano l'efficacia della terapia biologica di compensazione

Heinrich Kremer, medico di fama internazionale, descrive in questo libro per la prima volta come e perché una cellula si trasforma in una cellula cancerogena e quali sono le vere cause dell'AIDS, sostenendo che cancro ed AIDS sono l'effetto di un esaurimento energetico della cellula (immunitaria).
Dietro queste sue affermazioni ci sono 20 anni di lavoro di accuratissima ricerca, basata sulle più importanti pubblicazioni scientifiche della medicina ufficiale nel campo della ricerca sulle cellule e sull'immunità a partire dalla fine della seconda guerra mondiale.

Con questo libro il dott. Kremer propone la sua tesi sull'HIV, e lo fa in modo scientificamente verificabile. Egli ritiene sbagliata l'opinione "scientifica" secondo la quale un virus misterioso, fino ad ora non isolato da nessuno, causa la malattia denominata AIDS, e in questo suo lavoro dimostra la non validità di queste tesi, ampiamente sostenute dalla medicina ufficiale. La cosa più importante è che in quest'opera il dott. Kremer presenta per la prima volta al mondo intero un metodo terapeutico logico e senza contraddizioni, basato sulla medicina dell'evoluzione, che è in grado di curare, e non solo fermare, sia il cancro, in tutte le sue forme, che l'AIDS.
 
BIOGRAFIA AUTORI
1958-65: studia Medicina
1965: Dottorato in Medicina
1966-68: Medico ausiliario
1968: Dottorato in psichiatria e neurologia
1966-70: Studia Sociologia, Psicologia e Politologia nella Libera Università di Berlino
1968-79: Responsabile medico di terapia sociale per tossicomani e persone con trascorsi gravi per problematiche relative alla sessualità ed alla personalità nel carcere di Berlino-Tegel progetto pilota del governo federale tedesco per la riforma del regime penitenziario).
1979-80: Professore, perito e capo di progetto di medicina sociale a Berlino e Bassa Sassonia
1981-88: Direttore medico della clinica specializzata per tossicomani della regione di Berlino, Brema, Amburgo, Schleiring-Holstein e Bassa Sassonia. Specialità principale: riabilitazione psicosomatica, ricerca clinica basica e profilassi di infezioni. Nell'ottobre '82 effettua la prima prova clinica del vaccino dell'epatite B. Settembre la prima prova clinica in Germania dei test di anticorpi del HIV.
1988: Si dimette per disaccordo sulla politica per le droghe e l'AIDS dal 1988 Perito, professore e redattore indipendente in medicina sociale. Ricerche su droghe e AIDS e medicina dell'AIDS.
1995-99: Membro del "gruppo di studio su immunità e nutrizione diretto dal Dr. Alfred Hassig. Quando nel 1984 escono i primi test HIV e il suo ospedale deve sperimentarli, analizza il funzionamento del test e lo ritiene non specifico. Esprime i suoi dubbi al Ministero della Sanità ma non viene ascoltato e gli viene confermato l'obbligo di utilizzarlo. Accetta a patto che il test sia anonimo. Prepara quindi le provette numerate col sangue dei pazienti e aggiunge altre provette numerate col sangue suo e dei medici dell'ospedale. Mentre non tutti i pazienti risultarono positivi, sia lui che tutti i medici risultarono positivi. Tutti erano stati sottoposti al vaccino dell'epatite B come categoria a rischio dato che operavano in un ospedale per tossicodipendenti, e ciò era sufficiente a produrre abbastanza anticorpi da dare positivo al test. Si rifiuta quindi di applicare un test chiaramente falso ai suoi pazienti, tanto più che ciò rappresenta una condanna a morte con pesanti conseguenze sui livelli di stress e quindi sullo stato psicofisico. In più rifiuta di somministrare farmaci altamente tossici a persone che invece avevano bisogno di trattamenti per stimolare la rigenerazione cellulare, soprattutto per danni epatici. Si licenzia e fa una previsione: nelle carceri tedesche (l'unico posto in cui le persone vengono sistematicamente testate all'HIV all'entrata e all'uscita) non ci sarebbe stata nessuna sieroconversione, nonostante la presenza di ventimila tossicomani che scambiano siringhe e hanno rapporti sessuali non protetti. Dopo 10 anni tale previsione venne confermata. Nonostante numerosi contagi di epatite e malattie veneree, non ci furono sieroconversioni per "l'HIV", tutti coloro che erano negativi all'entrata del carcere lo erano all'uscita. Ciò fu la conferma che gli anticorpi che danno risultato positivo ai test HIV sono endogeni, indicano uno stato di metabolismo personale, non trasferibile perché si è formato nel tempo e che può essere o no patologico.

Quando nel 1984 escono i primi test HIV e il suo ospedale deve sperimentarli, analizza il funzionamento del test e lo ritiene non specifico. Esprime i suoi dubbi al Ministero della Sanità ma non viene ascoltato e gli viene confermato l'obbligo di utilizzarlo. Accetta a patto che il test sia anonimo. Prepara quindi le provette numerate col sangue dei pazienti e aggiunge altre provette numerate col sangue suo e dei medici dell'ospedale. Mentre non tutti i pazienti risultarono positivi, sia lui che tutti i medici risultarono positivi. Tutti erano stati sottoposti al vaccino dell'epatite B come categoria a rischio dato che operavano in un ospedale per tossicodipendenti, e ciò era sufficiente a produrre abbastanza anticorpi da dare positivo al test. Si rifiuta quindi di applicare un test chiaramente falso ai suoi pazienti, tanto più che ciò rappresenta una condanna a morte con pesanti conseguenze sui livelli di stress e quindi sullo stato psicofisico. In più rifiuta di somministrare farmaci altamente tossici a persone che invece avevano bisogno di trattamenti per stimolare la rigenerazione cellulare, soprattutto per danni epatici. Si licenzia e fa una previsione: nelle carceri tedesche (l'unico posto in cui le persone vengono sistematicamente testate all'HIV all'entrata e all'uscita) non ci sarebbe stata nessuna sieroconversione, nonostante la presenza di ventimila tossicomani che scambiano siringhe e hanno rapporti sessuali non protetti. Dopo 10 anni tale previsione venne confermata. Nonostante numerosi contagi di epatite e malattie veneree, non ci furono sieroconversioni per "l'HIV", tutti coloro che erano negativi all'entrata del carcere lo erano all'uscita. Ciò fu la conferma che gli anticorpi che danno risultato positivo ai test HIV sono endogeni, indicano uno stato di metabolismo personale, non trasferibile perché si è formato nel tempo e che può essere o no patologico.

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